Di cosa si tratta?
La tendinopatia di Achille è una comune condizione muscolo-scheletrica, caratterizzata da dolore e disfunzione del tendine sotto carico. Colpisce sia atleti che sedentari, limitando attività come camminare e correre.
Sintomi principali
- Dolore al tallone e talvolta gonfiore gonfiore nella parte posteriore
- Ispessimento del tendine
- Limitazione dei movimenti della caviglia
- Dolore e rigidità mattutina nei primi passi
- Ipersensibilità nella zona interessata
Se vuoi approfondire il tipo di tendinopatia e la gestione dei carichi leggi anche:
Quali sono i tempi di guarigione?
I tempi di guarigione possono talvolta essere lungi e dipendere da molti fattori:
- 3 mesi: per ridurre la sintomatologia nelle attività quotidiane
- da 3 a 6 mesi ritorno all’attività agonistica controllata
- talvolta 1 anno per il recupero completo
- Non tutti raggiungono la completa guarigione: solo il 65% non ha più sintomi dopo 5 anni.
Cosa aspettarsi durante il recupero
Le tempistiche di recupero possono sembrare lunghe, ma è importante non lasciarsi scoraggiare. Non è necessario fermarsi completamente o rinunciare alle attività che ami. Esercizi mirati e carichi corretti ti aiuteranno a progredire verso il recupero.
Adesione al programma di riabilitazione e autogestione
Il fisioterapista ti deve educare e motivare adeguatamente durante il percorso di recupero. La tendinopatia d’Achille, infatti, è raramente una condizione che si risolve con qualche esercizio sporadico. È un percorso graduale, che richiede costanza.
Le riacutizzazioni: un ostacolo comune
Il recupero segue un percorso non lineare, quindi è importante monitorare i progressi nel lungo periodo. Questo ti consentirà di non prestare troppa attenzione sulle fluttuazioni e scoraggiarti.
Impatto della kinesiofobia sulla riabilitazione
I pazienti con livelli più elevati di kinesiofobia -paura del movimento- tendono a eseguire esercizi con minore intensità, riducendone l’efficacia. L’approccio basato su un modello di monitoraggio del dolore durante l’esercizio potrebbe migliorare la compliance e il successo del trattamento.
Recupero sintomatico vs. recupero funzionale
Molti pazienti raggiungono un recupero sintomatico completo, ma solo il 25% recupera pienamente la funzione muscolo-tendinea. Per cui è importante non interrompere il programma di recupero appena si avverte un miglioramento.

Conclusioni
La chiave è essere pazienti, seguire i consigli degli esperti e monitorare i progressi con una visione a lungo termine. La strada può essere lunga, ma il risultato finale è una completa guarigione funzionale.
Scritto da Fanfoni Sabrina



