
Quando si parla di tendinopatia, molti pensano subito al riposo, ma i tendini preferiscono il movimento. Il riposo completo può fare più danni che benefici. Scopriamo come affrontare al meglio questa condizione.
- La valutazione del tendine: conosciamo il problema
Ogni tendinopatia è diversa: il dolore non sempre riflette il danno reale. Alcuni avvertono dolore con danni minimi, altri no. È fondamentale valutare il tipo di tendine e la sua capacità di affrontare il carico, tramite storia clinica ed esame fisico.
- Tipi di tendinopatia: da cosa dipende?
- Tendini reattivi: Solitamente si presentano in giovani pazienti con un sovraccarico acuto. In questa fase, il tendine è infiammato, ma può guarire da solo.
- Tendini degenerativi: Più comuni negli adulti, questi tendini sono già disfunzionali prima dell’infortunio. La parte danneggiata non può più sviluppare la forza necessaria, ma possono essere riabilitati con il giusto carico.
- Come stabilire il giusto carico?
Il tendine ha una grande capacità di adattarsi ai carichi, ma attenzione: se carichi troppo, il dolore aumenta, se carichi troppo poco risulta poco efficace e prosegue il percorso degenerativo. È fondamentale partire con il carico adeguato e aumentare gradualmente.
Esistono 4 fasi per il trattamento:
- Isometria e resistenza elevata e lenta (HSR): questi tipi di contrazioni sono ottimali per ridurre il dolore e riabituare il tendine al carico.
- Carichi crescenti: Aumento progressivo dell’intensità, sempre tenendo conto dei limiti del tendine.
- Movimenti funzionali: Attività più complesse come squat e affondi, correggendo eventuali difetti nei movimenti.
- Pliometria, scatti e cambi di direzioni veloci: Se necessario per gli sportivi, si può arrivare a esercizi con salti e corsa, per testare la resistenza del tendine.
- Monitoraggio: come capire se stai esagerando?
È fondamentale monitorare i sintomi dopo ogni sessione di allenamento. Se il dolore aumenta il giorno successivo, significa che il carico è stato troppo elevato. Il tendine tende a migliorare durante l’attività, ma il vero test si ha nelle 24 ore successive.

Conclusione: il riposo non è la soluzione
La tendinopatia può essere frustrante, ma il riposo completo non è la soluzione. Il trattamento efficace prevede movimento, carico progressivo ed esercizi mirati. Uno specialista in fisioterapia può creare un programma personalizzato. Con il giusto approccio, potrai tornare a fare ciò che ami senza paura.
scritto da Fanfoni Sabrina
